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mercoledì 28 luglio 2010

VOTA E FAI VOTARE SCARICABILE.

ScaricaBile è il Blog che amiamo. Qui abbiamo le nostre radici, le nostre speranze, i nostri orizzonti. Qui abbiamo imparato, da Lino Giustazzi e dalla vita, il nostro mestiere di rompicoglioni. Qui abbiamo appreso la passione per la satira di cattivo gusto.
Abbiamo scelto di scendere in campo e di candidarci ai Blog Award 2010 perché Ste ha bisogno di un fermacarte, e quelli del Premio Satira Forte dei Marmi li hanno finiti (pare che Ezio Greggio ne abbia fatto incetta). Non vogliamo vivere in un Paese illiberale, governato da claque satiriche immature e da persone legate a doppio filo a un passato costellato dai vari Bombolo, Martufello e Gini Bramieri vari.
Per poter compiere questa nuova scelta di vita, vi propiniamo il seguente "form" da compilare segnalando il blog ScaricaBile in quattro categorie (non di più altrimenti annullano tutto i soliti giudici comunisti), e il Maestro Lino Giustazzi come bloggher dell'anno.

* * *

Ecco come vorremmo che compilaste parte della scheda per la nomination:

[perché una scheda sia valida bisogna votare almeno per 8 categorie e non si deve votare in più di 4 categorie lo stesso blog. In praticamente ogni categoria è richiesto il nome del blog e subito in basso l'indirizzo]


1. Miglior Blog
ScaricaBile
http://scaricabile.blogspot.com/

2. Blogger dell'anno
Lino Giustazzi
http://lino-giustazzi.blogspot.com/

3. Blog rivelazione
ScaricaBile
http://scaricabile.blogspot.com/

6. Miglior blog collettivo
ScaricaBile
http://scaricabile.blogspot.com/

29. Miglior Blog Politico
ScaricaBile
http://scaricabile.blogspot.com/







mercoledì 14 luglio 2010

Da ScaricaBile #33 - ENRLAGE YOUR POPE, NOW!
























ENLARGE YOUR POPE, NOW!

di Pietro Errante, illustrazione di Ste
da ScaricaBile 33 (ultimo numero)

(Vaticano, sala affollata di persone. Il portavoce di mons. Rino Fisichella, capo del Consiglio Pontificio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, arringa l'uditorio. È visibilmente strafatto di colla.)

Signori,

la Chiesa moderna è roba per rammolliti: da quando gli stati-nazione l'hanno distrutta in virtù del loro essere laici del cazzo, tutto è andato a puttane – Maria Maddalena permettendo. È quindi necessario, per il Cristianesimo e per la felicità di Gesù crocefisso, che il papato riprenda il potere che anticamente Nostro Signore in persona gli aveva affidato. Non ci credete? Su Youtube c'è il filmato della cerimonia: si vedono il sottoscritto, Dio e il suo spin-doctor del tempo, tale Charles Manson. Andate a controllare, prima di giudicare.

Ah ah ah, ci siete cascati! Lo sanno tutti che Youtube non esiste!

Comunque, il sottoscritto monsignor Fisichella è stato da poco investito del duro compito di riportare il Vaticano ai gloriosi tempi di Bonifacio VIII, anni felici in cui i disobbedienti diventavano magicamente polvere finissima (ridacchia, gli esce sangue dal naso, tenta di spacciare il fenomeno per miracolo. Riprende a parlare.)

Bei tempi, quelli, quando Dio ci sorrideva e i potenti di tutto il mondo non riuscivano a staccarci le loro lingue dai nostri biblici buchi di culo. Be', la festa è finita: gli stati-nazione hanno avuto la loro occasione di fare qualcosa e hanno fatto schifo, con i loro divorzi, i loro aborti e le loro inutili ricerche scientifiche. Dobbiamo al più presto tornare allo Stato della Chiesa.

“Il primo passo sarà quello di smantellare quell'istituzione assurda delle Guardia Svizzere. Voglio dire, a chi fanno paura dei vergini vestiti di giallo? Dategli dei fucili, porca la troia! Siamo il fottutissimo STATO DELLA CHIESA, irroriamo d'odio e paura questo pianeta da duemila anni, piacere. Le guardie vaticane devono fare paura, sparare ad altezza uomo e non lesinare col napalm. Basta con questa storia dello staterello di mezza merdina quadrata in mezzo alla NOSTRA dannata città. Lo vedete questo? L'abbiamo costruito noi! Avete una vaga idea di quanti feti abbiamo dovuto murare per costruire tutti quei conventi, quelle chiese? Dico, ma chi vi credete di essere? D'accordo che le bollette dell'acqua ce le pagate voi – e ne approfittiamo tenendo i rubinetti aperti dal 1929 – ma noi ci meritiamo molto di più. Noi siamo quelli che agiamo in nome di un qualcosa che non esiste, lo stesso qualcosa che vi tassa e decide come partorirete, morirete e mangerete (SE mangerete). Quindi adeguatevi.

(Una signora disperata interrompe il discorso per reclamare il suo figlioletto scomparso.)

E, lei signora, non faccia storie! Il piccolo Luca tornerà presto, padre George sta finendo di confessarlo. Checcazzo!

Ma torniamo a noi. Non ci rinchiuderete in questa gabbia di psicopatici. Innanzitutto vogliamo la Maremma. Già. Non so nemmeno dov'è ma la voglio. Poi voglio la zona est di Viterbo. SUBITO! Vogliamo la Liguria, Marsiglia, la Sicilia e dei gelati al limone. Porca la zozza, siamo forti, siamo grossi!

E don Luigi, qui, dice di volere anche il posto da dove partono gli space-shuttle. Cape Canaveral, esatto, proprio quello. Vogliamo tutti quei bei razzi, puttana merda! Che così andiamo su Saturno a uccidere Satana.

Anzi no... C'ho pensato solo ora... (i suoi occhi si illuminano, comincia a frugarsi il pube) Possiamo conquistare l'intero, fottutissimo spazio! Marte, la Luna, Orione e tutto il resto! E sarà facilissimo, basterà decollare da qui e ce li troveremmo tutti vicini, a girare attorno la Terra. Giusto?

Porca merda, possibile che nessuno dei vostri scienziati ci abbia mai pensato? Troppo occupati a cercare una cura per il cancro, fottuti abortisti? (ridacchia perdendo bava)

Ormai è deciso! Esercito dei Cloni Svizzeri, seguiteci! Andremo a conquistare l'Universo!”

(Il prelato si allontana accompagnato dai cloni, i quali parlano inspiegabilmente spagnolo. Uno space-shuttle decolla squarciando la cupola di San Pietro. Il naviglio spaziale è carico di tutti i preti del mondo. Poco dopo esplode nei pressi di Venere. Sulla Terra prende il potere Satana e i suoi sgherri. Sempre meglio di Propaganda Fide, comunque.)

domenica 11 luglio 2010

ScaricaBile #33. ULTIMO NUMERO, ADIOS!



È uscito l'ultimo numero: più di settanta pagine fresche e armate di ascia. Have fun.

ScaricaBile è morto, viva ScaricaBile.

mercoledì 7 luglio 2010

Annunciazione.

Lunedì esce il 33esimo numero di ScaricaBile. L'ultimo. Dall'anno prossimo ci troverete in edicola allegati a Men's Health. Saluti.

sabato 3 luglio 2010

Da ScaricaBile #32.

In attesa dell'uscite del nuovo ScaricaBile (33esimo e ultimo numero),
ecco i miei pezzi per il numero 32.


Abortire a Betlemme

Atei, scientisti e darwinisti sono i peggiori ceffi che potete incontrare, se siete delle cellule tumorali. Infatti, mentre noi uomini di chiesa rispettiamo ogni forma di vita, anche quella che conduce al trapasso, quelli credono di sapere cosa può e non può esistere e, nella fattispecie, combattono le cellule tumorali con cure mediche, raggi misteriosi e abbattimenti di antenne Radio Maria. E sono gli stessi senza dio, questi scientisti, che non esitano a raschiare uteri innocenti per eliminare feti non approvati dalla redazione di 'sto gran cazzo. Scusate il termine, fedeli, ma quando ci vuole ci vuole, diocane.

Oh, per carità, anche noi uomini di chiesa raschiamo embrioni ma di solito aspettiamo che abbiano compiuto qualche anno, e solo in situazioni di bondage estremo.


Lì fuori è pieno di abortisti ghignanti che imbalsamerebbero la loro madre per grattuggiare qualche bell'utero. Sono malati, confusi, colmi di satana – come gli ebrei, esatto, ma con il cazzo intero.

E spesso, travolti da questa furia, si sbagliano: ieri mi hanno raschiato il naso, per dire.

“Oh scusa, sembravi un feto!” si sono giustificati, con le loro facce da droga.


Vi dico questo, fedeli: se i Re Magi fossero stati degli scientisti-comunisti avrebbero sistemato per le feste la vergine Maria, portandole oro, incenso e grucce di ferro. E la nascita del Cristo, con la sua iconografia d'amore, speranza e bestiame, avrebbe dovuto fare spazio al capitolo “Raschiando il Salvatore”.

Re Magi del cazzo, con i loro cammelli pieni di merda.

E la povera Maria che avrebbe potuto fare? Chiedere aiuto a Giuseppe, forse? Tzé! Quello, corrotto da Odifreddi, avrebbe lasciato fare ai tre criminali, fregandosene di quel bambino non suo, di quella gravidanza incomprensibile e del suffisso “Vergine” che Maria manteneva nonostante la nottata con l'angelo Gabriele e il suo spadone nero.

Ci tolgono tutto, fedeli: la Creazione in sei sacri giorni è stata sostituita con una cosa lunga miliardi d'anni, piena di protoni, bosoni, materie oscure e senza l'ombra di una prova! Bugiardi incalliti, pensano davvero di poterci sconfiggere realizzando una macchina per big bang sotto il culo degli svizzeri?

E perché nessuno parla del nostro esperimento di ricreazione dell'Eden?

Avevamo preso una donna e uno uomo e li abbiamo buttati in una giungla incontaminata, piena d'acqua e di cibo. Potevano vivere il vero amore di Dio, capite? Dovevate vederli! Felici, puri, ingenui. E poi, ecco arrivare il serpente tentatore, nella figura di un presidente americano negro. Quello gli ha parlato un po' e il nostro Adamo, di botto, ha preso ad esigere pompini con l'ingoio pure dai licaoni e la nostra Eva ad accettare sborrate anche sul piloro.

E sapete che? C'hanno ragione loro.

Ci si vede, sfigati.

Cardinal Gonzalez Errante de la Malafuega

***

Napolitano

Es un presidiente de mierda ma es el nuestro presidiente”

Giorgio Napolitano ha una bella carriera alla spalle: iscritto al Partito Comunista, nel 1956 difese l'aggressione sovietica (criminale, omicida e degna di un format Endemol) ai danni dei rivoltosi di Budapest. Adesso però dice che ha cambiato idea e che credeva che l'Ungheria fosse popolata da salami e quindi chi se ne frega se ne uccidi un po', tanto sono già molto morti.

Di seguito, negli anni Ottanta, mentre Berlinguer parlava di questione morale e dei partiti come entità oscure in grado di privatizzare di fatto la res publica, il buon Giorgio si unì alla corrente “migliorista” del Pci. Che è quella corrente che avrebbe voluto essere Craxi ma a casa non volevano. A Milano i miglioristi hanno sguazzato non poco nella merda craxiana e poi, bum, Tangentopoli, guarda che sorpresa, rubare è ancora reato, mica lo sapevamo, a noi Togliatti non ce l'aveva detto.

Ora, dopo anni di silenzio, di facce umili e di nèi prominenti, eccolo al Quirinale, che sarebbe poi la casa del presidente della Repubblica.

Napolitano è un uomo stanco, i suoi occhi hanno visto cose che non possiamo nemmeno immaginare. Oggigiorno si accontenterebbe di una buona pensione, un frisbee e il recupero del rapporto con sua moglie Clio (ultimamente un po' in crisi, anche se va precisato che le voci che la indicano come protagonista di alcuni filmati amatoriali di tipo granny sono infondate).

Napolitano credeva che fare il presidente della Repubblica fosse una cosa semplice: “Faccio questo, poi sarò vecchio, mi fanno senatore a vita e buonanotte a tutti”. Mica vero, se al governo c'è Silvio e la sua allegra cerchia di lestofanti. Quelli mica vogliono andare in galera, mica vogliono impoverirsi – anzi, sono in politica proprio per evitarlo! – e mica vogliono smettere di scopare soubrette vogliose, crisalidi di ministre che verranno. E tu, capo dello Stato, devi fare in modo che quelli si trovino bene. Farlo è piuttosto semplice, dopotutto: basta firmare quello che ti passano. Non importa quale sia il provvedimento, se un lodo Alfano, un legittimo impedimento o il ddl sulla depenalizzazione dello stupro ai danni di minori se il minore in questione è una liceale con le tette sulfuree.

NON

IM-

PORT-

TA.

Tu dovrai comunque firmare, vecchietto, perché loro sanno che non hai le palle di rovinarti la vita, che vuoi solo gustarti la tua pensioncina, lontano dai fatti d'Ungheria e dai craxismi vari ed eventuali, vicino all'amata Clio, per portarla via da questo mondo malvagio dove il premier ti minaccia con il richiamo ad una rivolta di piazza che non esiste – e lo sai – ma sei vecchio, stanco e hai paura anche del pennacchio dei tuoi corrazzieri, quindi ci credi e a volte hai perdite imbarazzanti sulle mutande.

Nonostante queste pressioni Napolitano alza spesso la voce: lo fa per chiamare al dialogo i partiti, per placare la magistratura faziosa che vorrebbe arrestare chi delinque, richiamando all'Unità d'Italia senza scartavetrare lo scroto diMaroni, Zaia o un leghista random. E i giornali parlano bene di lui; lui è felice; Clio dice che in foto viene bene.

Quando è veramente arrabbiato esce di casa e lancia un monito. Lo lancia e lo guarda andare lontano, senza che nessuno se ne accorga. L'ultima volta ha ucciso un bambino, colpendolo in testa con uno dei suoi moniti (era un monito particolarmente pesante e appuntito). Il piccolo non ce l'ha fatta ma hanno subito messo il segreto di stato su tutto.

Però quel bambino è morto!

E anche Maurizio Mosca non scherza.

domenica 20 giugno 2010

ScaricaBile #32.

Ciao mattacchioni,
sono io, il vostro amico buffo.
È uscito il 32esimo numero di ScaricaBile, la rivista satirica che tra un mese chiude.
Fossi in voi lo daunlodderei o lo sfoglierei, riderei moltissimo e poi investerei moltissimi soldi per mandarlo in edicola.
Dico soprattutto a te, Marina Berlusconi.
Facce 'a grazia, milfona!

Qui si scarica il numerone.

martedì 15 giugno 2010

Vattelapesca Centrale.

Come struttura la stazione è fatta di genti, binari e distributori di cose. Poi, uscito, c'è la strada d'asfalto, i taxi pieni di tassisti arrabbiati e un punto Snai. Il quale popola di emigrati che scommettono. O anche no. Stanno lì e parlano. C'è anche dei vecchietti che guardano le gare dei cavalli e dicono Domani Furia non lo ferma nemmeno Satana oppure Fulmine mi sembra un po' opaco oggi, sarà l'afa.

E ci puoi giurare i gingilli che la gente in stazione va via veloce, scorre sullo sfondo ed esce dalla scena tutta presa da se. Perché ci hanno da fare – e questo è pacifico – ma anche perché dice che la stazione è un luogo pericoloso. Ci sono, per farci l'esempio, dei tipi strani a cui ogni giorno mancano due euro per arrivare a Vattelapesca Centrale. E son rimasti senza soldi, poveracci. La stazione per loro è come un limbo. Un limbo che costa due euri, che nessuno gli dà perché dopo un po' ci si affeziona.

Son cose buffe, mica no.

Che la stazione sia una zonaccia male lo sa poi anche un mio amico che ci abita vicino. O meglio: abita nei pressi di questa. Nei pressi di vuol dire a cento metri detti a spanne. Poi c'è anche un mio conoscente che abita verso la stazione. E una volta questo ha rimorchiato una ragazza, una trottolina bionda che ci stava, e lui stava già cercando di ricordare in che cassetto s'era dimenticato i goldoni, perché era tutto sicuro di fare razza.

Allora, a casa mia? le chiese tutto pieno di erezioni.

E lei sorrise e annui – Eddai che me la faccio, pensò il mio conoscente.

Dove abiti? flautò la manza.

Il ganzo si mostrò vago alla sua pargola e buttò lì in modo distratto un Verso la stazione.

La femmina cambiò espressione in un lampo e disse Allora no, no no. È notte, buio, c'ho la paura, gli fece capire con le tette dispiaciute.

Si sentì uno zeppelin sgonfiarsi e collassare a terra: era il cazzo del mio amico che ci rimaneva deluso.

È che Einstein, al di là dei baffoni, andrebbe studiato anche per il rimorchio. Le distanze, infatti, son relative. Il punto Snai – toh, vi cago fuori un esempio – è vicino alla stazione ma lontano da New York. Ma se cambiamo contesto e consideriamo l'Universo, le cose si trasformano. Tipo che Andromeda è relativamente vicina a New York rispetto alla galassia UfVVV32. E ciò, però, non la rende lontana dalla stazione, giusto? Non mi vedo un alieno sbarcare a New York e fermarsi lì perché lo Snai della stazione è troppo lontano.

Son cose relative, vedi?, devi porti meglio nei confronti della stazione, dico al mio conoscente, che però un filino mi fa della titubanza.

Prendi quel tizio che non ha soldi per arrivare a Vattelapesca Centrale: se un giorno dovesse arrivare a New York, poi a Vattelapesca c'andrebbe puro a piedi. Mi son spiegato?, gli chiedo.

No, mi dice lui mentre si gratta il mento.

Insomma, concludo, la prossima volta vai a rimorchiare su Pegaso.

Alla fine, giusto per, il cavallo Furia ha perso la gara e il vecchio alla Snai ha detto Quelle zampe muscolose lì sono sfilacci promettenti.

***

Ehi ehi ehi! Il 18 giugno esce il nuovo ScaricaBile, DON'T MISS IT!!!


lunedì 31 maggio 2010

Da ScaricaBile #31.

Cl Qaeda, Al Qomunione
You say potenti esplosivi, I say dio & fica


Alla cortese attenzione della direzione generale di al Qaeda Ltd,

sono Imaje Balabashi, membro dell'Organizzazione al Qaeda dall'ottobre del 1997. Circa un mese fa, il 24 aprile 2010, ho fatto recapitare alla sezione lombarda dell'Organizzazione la mia lettera di dimissioni dalla Stessa. Tale evento ha destato non poco stupore nel compagno Alhid, il segretario regionale che l'ha ricevuta. Egli, intriso di jihad fino al sacro buco del culo, mi ha prima offeso e poi accarezzato dolcemente, nella speranza che tali scossoni emotivi mi destabilizzassero. In effetti ebbi un déjà-vu: mi tornò in mente la prima volta che limonai con una delle nostre donne-kamikaze, sfortunatamente cinque minuti dopo la sua esplosione. Ma poco importa: Allah al tempo mi amava e io lo ricambiavo – e non poco.

Ora però, come avrò modo di spiegarvi, la situazione è cambiata.

Il compagno Alhid cercò di farmi cambiare idea con le minacce: mi disse che abbandonare l'Organizzazione non era così semplice, che comportava un'onta che Allah, Maometto e alcuni Digimon dell'ala dura, non avrebbero dimenticato.

Il motivo della mia decisione? Col tempo ho capito che, nel campo delle organizzazione integraliste col vizietto del potere politico, non siamo i migliori. Certo, abbiamo ucciso, fatto stragi e denigrato la democrazia, ma la concorrenza è agguerritissima. Siamo stati superati anche dalla C.I.A., per dire. E con quali risultati? Essere odiati da tutti indossando buffi turbanti.

Quando sette anni fa fui spedito in Italia per punire questa branca di infedeli avidi di pizza, ero nel pieno del mio fanatismo, felice come Bin Laden ad una riunione della Halliburton. L'idea di creare una piccola cellula estremista nel nord del paese, la parte più ricca e produttiva, era effettivamente geniale. Stavo organizzando l'attentato presso la stazione di Abbiate Grasso (cfr. Report sul nord Italia e su tutta quella figa infedele che però è un peccato uccidere) che fallì perché il nome del paese mi faceva ridere. E dovevo ancora passare per Merdone sul Garda!

Comunque. Mi ci vollero degli anni perché l'arretratezza della nostra struttura, dei nostri strumenti, mi si palesasse davanti agli occhi. Per mesi interi tentai di evitare tali pensieri: “tentazioni,” mi dicevo, “sarà il Diavolo o qualche giudeo a farmi pensare tali amenità”. Invece – ma questo lo capii più tardi – era la cruda realtà.


Ehi, il resto lo trovate sul 31esimo, grossissimo numero di ScaricaBile, lo accattate qui.


ScaricaBile #31.

Dopo soltanto 72 ore di massivo lavoro di squadra gratuito, insulti e minacce di abbandono totale e definitivo del progetto siamo lieti di annunciare l’uscita dell’epico numero 31 di ScaricaBile.
Sono 60 pagine, un enorme mosaico di richieste di querela abilmente camuffate da insulti gratuiti a questo o quell’altro personaggio meritevole di insulti gratuiti.
Ormai il peso del File non si misura più in megabyte, ma in chilogrammi.

E’ con il culo stretto per la paura della vostra reazione scomposta che dobbiamo confessare l’assenza del grande atteso, il summo vignettista che doveva donare lustro e onore a questa edizione ha preferito darci buca per andare al bar mitzvah di Dagospia. Praticamente una decapitazione.
Sarxx, la tua assenza pesa più di un tacco 12 di Giuliano Ferrara sul perineo.

Dedichiamo questo numero all'Italia e agli italiani che fanno di tutto per rendere il Paese migliore nonostante la loro classe dirigente, ma soprattutto alla classe dirigente che da quegli italiani si difende sbattendoglielo nel culo.


SCARICABILE N/31
(clicca con il tasto a forma di macelleria sociale)
Tranquilli il link vi porta alla nostra pagina di 4shared per scaricare


SFOGLIABILE




L'ALLEGATO MUSICALE

A questo link potrete scaricare una canzone Made in ScaricaBile (made in Francesca Ghio, Volpe, e Oriella Dorella, pseudonimo di una cantante che di firmare col suo vero nome questa cosa non ne ha alcuna intenzione) che vi farà compagnia durante la lettura.


Prefe

martedì 4 maggio 2010

Da ScaricaBile #30.

Appiccico di seguito il pezzo che ho scritto per il 30esimo numero di ScaricaBile,
la rivista satirica che ti uccide dentro.

POTA GHESBORO CIUMBIA

Viaggio sentimentale in Padania


L'entrata in Padania è soffice come una scoreggia umida.

Le strade sghembe, rimasugli di antiche vestigia imperiali, sono tortuose, si, ma sincere. Il territorio del nord Italia non è docile – in passato qui era tutta palude, in più aveva le meches – e si presta a vagheggiamenti celtici e nebbiosi; pensieri strani che ti fan sentire a Mordor e invece, pensa un po', è solo Quarto Oggiaro.

Il mio autista, un bresciano che mi dice “stai zitto e fai quello che faccio io”, è un tipo silenzioso. Il suo alito è atroce, Marlboro e pozzi neri fusi assieme. Minuscoli avvoltoi volteggiano frenetici attorno alle sua labbra.

Guida piano non rispettando gli stop e maledendo “i negri che attraversano la strada”, come se “la strada” fosse sua sorella minorenne e “i negri” dei tremors sieropositivi.

Ivan Biasuzzi (così si chiama il mio aggancio padano) bestemmia sovente e il risultato è che i diciotto crocefissi che pendolano dal suo retrovisore mi guardano atterriti e progettano un'intifada.

Sono le 7 e mezzo del mattino e da pochi minuti ci siamo lasciati alle spalle il centro-sud Italia )(governato dalla mafia (nulla di che, “è solo la sesta mafia mondiale”)) e, tra la piatta pianura, comincio a intravedere i primi mausolei.

Rito padano. “Non son proprio mausolei come li intendono gli altri,” mi spiega Ivan ruttando la peperonata della sera precedente e soffiandomene l'afrore in faccia, sorridendo morbosamente, “sono solo capannoni”. Non mi stupisce che in questa landa cagata male da Dio, dei prismi di metallo probabilmente cancerogeno, sistemati su della steppa senza anima e riempiti di lavoratori in nero, extracomunitari e persone sudatissime in genere, acquistino un'aura mistica. Se ci si guarda intorno, d'altronde, si scopre che non c'è nient'altro in cui sperare – se non si fa caso a quella teenager che mostra la vulva per un'Infinity Card. Ed è inutile confidare nell'orizzonte, il quale, superato, regala sorprese e cambiamenti. Nossignore, la Pianura Padana è come una crisi depressiva stirata per centinaia di chilometri e divisa in regioni. Qualsiasi ipotesi di collina è assente: tutto è uguale. Qui la fantasia la usano per farci il compost.

(Ieri un imprenditore veneto ha tanto di suicidarsi. Ma prima ha acceso l'ennesimo mutuo. Perché la sua famiglia gli stava sul cazzo.)

Folklore. Il viaggio in automobile si fa noioso, così sfoglio la Padania, l'organo ufficiale del Partito Unico Padano. Un quotidiano strano: al posto dei necrologi ha i genocidi.

Ma sono stanco: stanco di stare in macchina e straziato dal silenzio di Ivan. Così decido di ripescare dalla mia borsa il plico consegnatomi dalle autorità prima d'attraversare la frontiera. Il titolo è Manuale d'uso per chi entra in Padania, un tometto in carta riciclata e rilegato a calci in culo.

Può esserti molto utile,” mi disse Duilio Guallivo, ambasciatore francese in Padania, “qui ogni due per tre ammazzano un giornalista perché si comporta male”.

Così, per passare il tempo, ne rileggo alcune parti. Mi colpisce l'Articolo 1 della Costituzione Padana: “Qui non si scherza, si lavora. Che se qualcuno vuol fare il mona, diocane, lo vadi a fare a casa sua. Noi non è che andiamo all'estero e ci ubriachiamo, ci droghiamo, andiamo a montare le puttane e facciamo i merde umane. E loro invece si, quindi mi pare pulito che è ora di finirla, madonnacicciona.”

Così, mentre mi figuro una Vergine Maria di duecento chili, la nostra Fiat Unno si ferma. Ivan mi guarda e mi comunica che siamo arrivati.

Dove siamo, Ivan?” chiedo con lo stesso know-how di Donny del Grande Lebowsky. Lui sta un po' zitto, poi lentamente si volta verso me, mi sorride e (da bravo attore consumato (dagli effluvi di Marghera) quale è) esclama: “Sei in Padania, cazzoputtana.”

Una troiata e una parolaccia in appena 4 parole. Si, sono decisamente in Padania.

Senza nozioni precise, ci allontaniamo dal grigio parcheggio da dove la nostra Fiat Unno ci guarda fiera e ariana – sul cruscotto un santino di John Elkann ritratto mentre finge di sapere qualcosa . Il giovane padano sembra conoscere ciottolo per ciottolo la steppa ricca e produttiva che calpestiamo. Poi, fiero, si ferma. Entra in un bar. Ordina diciotto americani, caga, vomita, tocca il culo a sua cugina, s'addormenta e dopo sei ore ripartiamo.

Avevo sete, non rompere il cazzo,” si giustifica.

El sior Livingston, i suppose. Voglio parlare con gli indigeni, sono qui per questo. Lo faccio presente a Ivan, disturbandolo mentre rimuove un caccola delle dimensione della Cosa dalla sua narice destra (quella sinistra se l'è fatta sigillare per far ridere gli amici al bar) ed è intento a spalmarla sulla sua cintura di pelle marrone – che ora presenta una sfumatura verde alquanto sospetta.

Si, si ora ti ci porto, terün,” mi dice spazientito.

Non che io sia terrone, ma il solo fatto di essere foresto mi discrimina; non vi dico quanti cazzi potrebbe infilarmi nel culo il dichiararmi favorevole ai PACS, all'eutanasia o all'aerosol. Il popolo padano ha portato a livelli macro i principi selvaggi che governavano i villaggi su palafitte del Neolotico, con la differenza che qui la ricchezza è obbligatoria (se sei povero sei proprio maleducato e non dovresti vantartene) e Sky si prende piuttosto bene.

Siamo avvicinati da un vecchio con pipa che ci guarda come fossimo cammelli cingolati.

Foresti?” ci chiede.

Si,” rispondo.

Anch'io,” dice Ivan “son di Bergamo”.

L'anziano lo fissa come fosse un alieno, si impaurisce e se ne va.

I vecchi hanno paura di quelli di fuori,” mi spiega il mio giovane autista. “Siamo fortunati che non aveva un teaser.”

La chiaccherata. Gianni Bettin giace davanti a me come uno stegosauro sazio. S'è appena pappato le critiche di un cittadino che chiedeva perché al posto della sua casa era sorto un monumento al Walhalla. “Merda comunista vai via” gli ha detto il Gianni – e tanto è bastato perché il poveruomo venisse cacciato dal paese, inseguito dai villici con forconi, pantere e un trattore.

Bettin è il ras della Lega locale e ha l'espressione convinta di D'Annunzio con uno stronzo in bocca. Mi spiega la situazione politica, il famigerato “radicamento nel territorio” padano (gli faccio notare che anche le mine antiuomo sono radicate nel territorio e lui sghignazza cianciando di “braccia e gambe di negri che saltano per aria”).

Ciononostante mi sento sicuro di me stesso e pieno di voglia di lavorare, posso cominciare la mia indagine. Cerco così di introdurre Bettin nel per lui spigoloso Mondo della Logica, chiedendogli a cosa può portare la xenofobia che incolla i leghisti a se stessi.

Be' la gente ha paura e ci chiede di bruciare i zingari, ostia! E se è il caso noi lo facciamo,” mi risponde.

Perché seguire sempre la pancia dell'elettorato? Non conosce il Paradosso della Democrazia di Platone? E se gli elettori votassero democraticamente per la tirannide?

Be' se la gente vuole i paradossi noi gli diamo i paradossi. Se poi Platone ha successo vuol dire che è radicato anche lui...”

A cosa?

Boh... A suo zio?”

Mi dica: davvero non vi rendete conto d'essere voi il vero Partito dell'Odio?

Noi siam mica razzisti, eh! È che la gente non ne può più di vedere i negri in giro, a camminare, parlare e urlare. E noi allora, orcocan, gli diamo le botte, no?! E la gente poi è contenta.”

Io presumo che, qualora la Padania ottenesse l'indipendenza, in breve tempo voi ricomincereste a lagnarvi di altre cose, senza fine.

Me dichi pure.”

Ad esempio: i lombardi non vorranno stare coi veneti e viceversa, l'Emilia sarà odiata in quanto comunista, la Toscana forse è padana e forse no...

Ora ordino un bianco – scusa ma me lo chiede la gente.”

...E allora la Lombardia chiederà l'indipendenza dalla Padania stessa, il Veneto pure...

Be' se la gente vuole essere indipendente, sa, i negri, i zingari son cose brutte che poi comunque il popolo c'ha detto di prenderci le banche, altrimenti noi mica lo facevamo, che mica è colpa nostra se la mafia ruba uccide e poi i pedofili che stuprano i bambini...”

Non le sembra un circolo vizioso questa pulsione secessionista?

Vizioso a me non lo dice!”

Nel senso che il trend è potenzialmente infinito. La Padania si separa dall'Italia, le varie regioni si odiano e si dividono, poi le province chiederanno di stare da sole a loro volta...

Eh be' certo, cazzo. Io non voglio mica stare coi vicentini, per esempio! Chei magnagati de merda...”

Esatto! Lo vede? Ma che ne è della solidarietà tra persone?

Bah, c'avranno costruito sopra una banca!” (sghignazza)

Non pensa che finirete col dividervi paese per paese, frazione per frazione, quartiere per quartiere, condominio per condominio?

Se così fosse io non ci sto, abito vicino ai Marangacci, ha presente? Io con quelli non ci sto!”

E sa che succederà alla fine di questa follia? Il caos totale. Ad esempio potremmo ritrovarci io e lei, in un monolocale, indipendenti dal resto del mondo per evitare i vicini di pianerottolo. E sono certo che anche in tal caso lei ci troverebbe dei problemi.

Gianni Bettin ascolta le mie parole e sorride sicuro di se. Estrae dalla giacca una pistola e la posa sul tavolo. Rutta e si fa serio, le sopracciglia gli calano come un sipario stanco. Guarda la pistola e mi dice: “In tal caso, se io e lei fossimo uno 'stato indipendente' e ci fossero dei problemi, glielo assicuro, quei problemi sarebbero esclusivamente suoi.”


***

Lo potete scaricare qui o sfogliarlo qui under:



lunedì 3 maggio 2010

ScaricaBile #30.




Un numero che se fosse su carta, in edizione limitata non varrebbe più di 12500 euro a copia.

ScaricaBile N/30

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! IMPORTANTE !
Se non riuscite a scaricare il pdf perché il bandwith è terminato, vi ricordo che potete scaricarlo anche dalla nostra pagina su 4shared.

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mercoledì 14 aprile 2010


Eccovi pure lo speciale, tutto sui ministri di questo governo.

(È uno speciale, certo, ma non può curare la vostra piorrea. Pazienza.)

SCARICABILE Speciale Ministri

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Ecco il mio ritrattino su La Russa Il Mite

Dategli dei cingoli, perdio!

È stato Percival Torrent a definire il suo allievo italoamericano Oliver MacOjoni “il più grande linguista del secolo, cazzo”. E del Torrent ci si può fidare, se è vero che fin da giovane i suoi studi sulle lingue indoeuropee han destato massiccio scalpore. Passerà agli annali la conferenza stampa in cui provò che se si radunano centottanta scimmie in una stanza non ventilata e si fa loro fare i gargarismi, entro due minuti tutti se ne chiederanno il perché.

Ora però l'allievo MacOjoni sta tentando di superare il maestro. Le sue nuove teorie linguistiche, infatti, alzano l'asticella della scienza di molti centimetri, rendendo difficile il sorpasso e spassosi i tentativi di salto da parte degli obesi.

Lo studio della politica italiana,” scrive il giovane studioso, “è importante dal punto di vista linguistico poiché il linguaggio vivo è come una spugna che assorbe granelli di società, cultura e vita. Una trappola per tutte le speranze e le fobie di un popolo. O almeno questo è quello che mi son fatto tatuare sul deltoide.” È da questa sua ferma convinzione, quindi, che è nata l'idea di un dizionario sull'attualità italiana, un'antologia necessaria degli esseri più potenti e buffi della Penisola. Un vademecum imprescindibile della fauna politica italiota, il know how utile a tutti quelli a cui garba il fascismo.

Di seguito ci soffermeremo su un solo lemma della voluminosa opera del MacOjoni (Se l'Italia sembra uno stivale, l'Istria sembra uno scroto, Laterza, 3045 pgg.) che ha già creato il suo bel terremoto politico. Nel minestrone di cosine, preti, showgirls, politici, intellettuali e emissari di Satana truccati per abbindolare i pargoli più sensibili e renderli adepti del mondo delle tenebre (Enrico Ghezzi). Presentiamo la voce “ignaziolarussa”.

ignaziolarussa o larussa o (raro) 'gnazio (spreg., scherz.) agg. 1 Qualità di chi ricopre la carica di Ministro della Repubblica Italiana e lo fa notare ricordando il suo passato di picchiatore fascista (v.): guarda c'è Omar che sta facendo il larussa! 2 Di chi utilizza la violenza fisica per un nonnulla a causa della difficoltà di raggiungere l'erezione senza stringere il teschio di un volpino tra le chiappe: volevo regalare una rosa a Mary ma ho fatto l'ignaziolarussa e per sbaglio l'ho uccisa 3 Detto di polinomio in due variabili che sia di primo grado in ciascuna di esse separatamente, ma in modo nazista: ho fatto uno stronzo modello larussa 4 dim. di gonzo di montagna 5 Capacità di cambiare opinione repentinamente e con una sicumera da Terzo Reich: non fare la 'gnazia, ieri mi avevi detto che avresti fatto sparire quel canguro.

larussare 1 [fr. Larussaer di etim. celtica] v. intrans. Dire cazzate vergognose con timbro vocale di quelli che fanno paura ai bambini, riuscendo comunque a fare il doppiatore per I Simpson (v.) 2 Stato indotto dall'inalazione di scimmie per via nasale, provocante attacchi di panico, nausea e la convinzione di essere dotato di cingoli: stasera non vado a puttane con Joseph R., è strafatto e sta larussando.

larussàta (1) [da ignaziolarussa] Atto inutilmente vigliacco spacciato per atto dovuto, costituzionale, eroico: “C'era questo tizio che faceva domande stronze, così l'ho picchiato” “Ehi, ma hai fatto una larussàta!” “Hai ragione! Ora però ti uccido.”

larussàta (2) [da larussare] piccole produzioni artigianali fatte all'uncinetto, solitamente floreali e create tenendo una faccia da merda: ho smesso col crack, ora colleziono larussàte.



giovedì 8 aprile 2010

Da ScaricaBile #29.


Il bambino che è in noi fa gola al prete che è in noi

Parlare tenebrosi del cosiddetto scandalo dei preti che s'inculano bambini è capzioso: ve lo dice uno che usa il termine “capzioso”.

L'idea che la Chiesa Romana Cattolica abbia una sessualità ordinata e normale è infondata. Se i comunisti del New York Times (probabilmente ebrei liberal che fanno abortire anche i morti) avessero letto la Bibbia, saprebbero che tali Scritture sono farcite di perversioni, schifi, immoralità e maurizilupi vari.

Perfino l'iconografia della Natività di nostro Signore è lercia. Pensateci: partorireste mai in mezzo a degli animali, alla paglia, col pericolo che vostro figlio (oh, non propriamente vostro figlio, bensì di colui che vostra moglie ha definito “un angelo con una spada infuocata”) muoia e/o che la donna crepi di infezione? Non credo proprio. E per questo siete peccatori. Voi non potete nemmeno immaginare il gaudio che dà il portare a termine operazioni così delicate in mezzo alla merda; voi seguite la scienza, l'igiene, in una parola: Satana.

E quel zozzo di Noè? Vogliamo parlarne? Quello era un vecchio alcolizzato che sentiva le voci. Lo si vedeva ai giardini mentre si eccitava guardando le siepi. E un bel giorno una di queste voci gli suggerisce di costruire un'enorme nave di legno e di riempirla con un sacco di animali, due per tipo. Ecco cosa succede quando a settantanni continui ad amare gli zoo.

Il piano serviva per sopravvivere al Diluvio Universale.

Così Noè costruì la sua arca e la riempì di bestie (anche i leoni, le tigri, le sanguisughe – i dodo no) e partì, navigando sopra tutti i suoi amici morti. Il viaggio durò mesi e sarebbe morboso non mettere a verbale che in tutto quel tempo Noè si è inculato le capre. Sarebbe veramente morboso non metterlo a verbale.

E vogliamo parlare di Abramo, quel vecchio malato di mente che decise di uccidere suo figlio William (?) solo perché “una voce mi dice di farlo”. Ma bravo, Abramo! E se quella voce si butta in un burrone, tu ti ci butti? Eh?

È chiaro che il vecchio malato volesse uccidere il suo pargolo perché geloso del rapporto privilegiato che esso aveva con sua madre (la moglie di Abramo, Uma Thurman). Li aveva scoperti pochi giorni prima in pose esplicite e a poco erano servite le scuse della donna: “Volevamo ricordare i bei tempi dell'allattamento, Abramuccio!” La Bibbia è piena di cosacce, di rapporti sordidi, tanto che se Freud fosse vissuto a quei tempi avrebbe probabilmente avuto una barba molto lunga.

Finiamo questa carrellata con la Genesi, dove due imbecilli (Adamo ed Eva) sono nel paradiso terrestre belli pacciarotti (cit. Prosperini) ma decidono di andare contro ai matusa, per cui diventando fan degli Slayer. Lo smacco per Dio fu enorme, visto che è un noto amante di Burzum, e decise di mandarli a fare in culo, che in gergo tecnico significa “sulla Terra”.

Da questo campionario di nefandezze tanto sporche quanto porne, ci si può aspettare di tutto, come ad esempio un potere temporale enorme, il controllo di una banca misteriosa e sempre presente quando c'è da sguazzare nella merda (lo IOR, un istituto di credito che non conosce il significato di “rogatoria” – e questo lo renderebbe un ottimo presidente del consiglio –), la lotta millenaria alla scienza, la libertà, la dignità umana, la donna, il rogo di migliaia di streghe, stregoni e altri “diversi”; ma non, MA NON, la capacità di creare una cricca di omini vergini e con il pene disinnescato.

"Il clero ha voglia di figa," pensa l'ingenuo. E invece no, ha voglia di tutto: peni e vagine. Il tappo della castità rende alcuni pretini delle bombe pronte ad esplodere, ovviamente sui più piccoli. Non a caso gli utenti di Youporn che si connettono dal Vaticano sembrano preferire alcune tag piuttosto eloquenti come barely legal, teen e Non è la rai.

Facciamoli sposare, 'sti preti, altrimenti si scoperanno il bambino che è in noi.

***


Immagine di Tonus e Jonathan Grass per ScaricaBile 29.

domenica 4 aprile 2010

ScaricaBile #29, leghist version.


SCARICABILE N/29

(clicca con il tasto di estremadestra per scaricare)


SFOGLIABILE


Cari tutti,
sappiate che queste 40 pagine le dovete divorare, perchè fra qualche giorno esce una nuova eccezionale produzione di ScaricaBile Inc., un'edizione straordinaria che un giorno farà la felicità di parecchi avvocati dell'accusa in processi per diffamazione a nostro carico.

Buona lettura,
e vaffanculo al coniglio pasquale.

giovedì 11 marzo 2010

Da ScaricaBile #28.

LETTERA DI RENZO BOSSI ALLE DONNE PADANE
(8 MARZO CELTICO)


Da ScaricaBile, as usual.
(Clicca sulla figura per vederla maestosa).

domenica 7 marzo 2010

ScaricaBile # 28.


Lo sappiamo, lo sappiamo... stamattina vi siete svegliati e siete schizzati in ufficio come tanti piccoli spermatozoi incravattati in cerca del vostro ovulo dell'umorismo intelligente, e invece, ancora una volta, vi ritrovate di fronte a una metafora idiota.
Pazienza.

La buona notizia è che le vostre preghiere sono state esaudite (e con vostre intendo dei soli uomini): flagellati del regime di parcondicio vigente abbiamo deciso di abbandonare la politica e rivolgere l'attenzione verso qualcos'altro.
Cosa?
La copertina dello ScaricaBile n.28 forse potrà suggerirvelo:



ScaricaBile N/28
(clicca con il tasto di centrodestra per scaricare)


SfogliaBile


Siamo proprio dei burloni, la politica c'è ancora.
C'è Berlusconi al governo, ignorarlo sarebbe come trovare il Sacro Graal e pisciarci dentro. Lungi dalle nostre intenzioni, ovviamente.

Ah,
i nostri migliori auguri col consueto stile affatto maschilista a tutte le lettrici.

Pref

sabato 6 marzo 2010

EMANUELE FILIBERTO A SANREMO, ROBESPIERRE VOLA NEI SONDAGGI

È un vero terremoto politico quello scatenato da Filiberto di Savoia in quel di Sanremo. Dopo aver cantato un bellissimo brano (?) insieme a Pupo e ad un errore del darwinismo, il presunto nobile stava quasi per aggiudicarsi il primo posto, poi strappatogli da Un Qualcosa Di Orrendo Uscito Dal Culo Di Costanzo.

Dopo la rivolta degli orchestrali e un timido appello di Napolitano (“Ci vuole più coesione nazionale. Per quanto riguarda la democrazia invece non so che dirvi, era qui poco fa”), la fama dell'ex ballerino di Ballando con le stelle ha cominciato a vacillare come un Mussolini a Piazzale Loreto. E in questo clima partigiano e follemente repubblicano ecco ricomparire nel panorama italiota un personaggio che col suddetto non ha un cazzo a che fare ma che è comunque bello menzionare: Maximilien de Robespierre. Il noto intellettuale francese del '700 (“Non sono d'accordo con quello che dici e casualmente non hai più una testa per dirlo”) non ha certo nascosto il suo scherno per la musica savoiarda e ha convocato una conferenza stampa nella quale, annegando dei gattini, ha annunciato la sua entrata in politica.


Il suo progetto è chiaro: il Partito Popolare Del Terrore, PPDT, con sede a Varese in un monolocale di una vecchina che è felice di avere persone che gli girano per casa, sta interessando molti giornalisti e politici. Pronte le alleanze trasversali, nel nome del bipartisan hardcore: se la Lega Nord ce l'ha già duro per via del sangue che il PPDT promette, anche i forcaioli dell'Idv nascondono a stento l'erezione. Non a caso, ieri Di Pietro è stato beccato mentre limonava duro con sua moglie, chiamandola “mon amour pont d'Avignon”. Tonino si sta allenando per ingraziarsi il francesino?


I sondaggi, nel frattempo, danno Robespierre in vantaggio su tutti gli altri soggetti politici. Un'enorme sorpresa, che ha spinto Silvio Berlusconi, sempre molto attento ai brontolii di pancia popolani, a comprare una ghigliottina e decapitarci una puttana.

La sfida comunque è appena iniziata.


Lunedì esce il nuovo ScaricaBile. Stay tuned!