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venerdì 16 aprile 2010

"Quel prete sta molestando un bambino." "Zitto, nazista!"

Dall'Avvenire del 16/04/2010

L'Avvenire sa come fronteggiare l'ondata di merda che sta travolgendo la Chiesa Cattolica con la foga d'un Martin Lutero impasticcato. E lo fa NON respingendo le accusa dimostrandone la falsità (ahahahah, impossibile! Pare che certi culetti non conoscano omertà) confessando quanto di turbe alberga il templio di Dio.

D'altronde perché sforzarsi a fare le persone civili quando sai di poter parlare con persone che credono in un uomo barbuto, fra le nuvole, che vede tutto e ha costruito un Paradiso per la nostra eternità? (E non sto parlando di Milano2.)

La tattica del quotidiano della CEI è piuttosto subdola: scartabellare le carte per trovare nessi assurdi tra gli odierni attacchi alla Chiesa e le cose più zozze della Storia.

Oggi, solo per voi, il funambolico Massimo Introvigne si cimenta nel collegamento tra lo scoop del New York Times e Goebbels.

(Per chi non lo sapesse, Goebbels non è il direttore di Chi, bensì il Ministro della Propaganda del Terzo Reich.)



update
Con sommo orrore ho acquistato la copia in questione del giornale in questione. E che ve posso dire? È sublime!

Si parla di cose storiche come l'enciclica Mit brennender Sorge di Pio XI (1857-1939), con la quale la Chiesa condannò l'ideologia nazista. E alla quale seguì una campagna, gestita dal Ministero della Propaganda di Gobbels, "contro gli abusi sessuali dei sacerdoti".

La cosaccia fu studiata a lungo da Wilhelm Canaris e Josef Muller, che chiesero aiuto alla sempre simpatica Compagnia delle Opere.
A questo punto ci si chiede: ok, dai nazisti non ci aspettiamo certo un comportamento corretto e democratico, ma quindi tutti quei casi di pedofilia nel clero erano inventati? Ma soprattutto: non siamo nel 2010 dopo Cristo?

Ed ecco il rispostone: avete mai sentito parlare di panico morale? È un'espressione "coniata dai sociologi solo negli anni '70 per identificare un allarme sociale creato ad arte amplificando fatti reali ed esagerandone il numero attraverso statistiche folkloriche". Che è esattamente la storia dei Santi cristiani, di Gesù Cristo e Silvio Berlusconi.

L'articolo è lungo e prolisso quanto la tua compagna di classe cessa che ci prova con te dopo aver mangiato aglio e merda. Ma, circa a metà, presenta questa frase (in riferimento allo scandalo pedofili di quegli anni):

"Come sempre nei panici morali i fatti non son totalmente inventati."

Ottimo, mi basta così. La pedofilia nel clero c'era (e c'è). Magari i numeri son gonfiati (MAGARI) ma ciò non giustifica l'ingroppamento di pargoli nel nome di Dio. O vogliamo perdonare tutto e tutti perché si scopre che i bambini violentati sono "solo" un tot.

Esiste la categoria numerica in casi del genere?

Ma aspettate, c'è la chiusa finale-che-vorrebbe-tagliare-la-testa-al-toro-e-invece-fa-vomitare-gli-angeli. Ecchivela:

"Il padre di tutti i panici morali in materia di preti pedofili
scoppierà in mano agli stessi propagandisti del nazismo
che avevano cercato di organizzarlo."

Ma dico io: se mi hanno stuprato il figlio e mi incazzo devo vedermi associato ai nazisti da Introvigne?

***
Oh oh oh, è una cosa talmente incredibile che ora scrivo una lettera al Clero Universale. Pochi precetti da seguire, meno incenso per via anale.

Gentili uomini del Clero,

a me dispiace se il Nazismo se l'è presa con voi, davvero. E vi ringrazio se avete cercato di ribellarsi all'andazzo (cosa che Pio XII e molti altri certo non fecero). Ma non fate le vittime, siate seri. Limitatevi a questo: denunciate i vostri colleghi pedofili. Vi guadagnerete il Paradiso o, al limite, un posto-garage a Milano2.

il vostro Pietro Errante

Di seguito l'articolo intero, cliccateci sopra. Dovrebbe funzionare. Amen.





martedì 26 gennaio 2010

Da ScaricaBile #26.

Pubblico delle mie cose che potete trovare sulla rivista in pdf.

ESSERE HITLER OGGI

Prosegue la ricerca storiografica di Villano Furiagaggiana, lo storico italo-tedesco che da anni è immerso nei volumi e negli annali, alla ricerca della Verità Storica. La sua prima opera, un sontuoso studio sul polpo staliniano (L'ebrezza di avere i tentacoli e non poter fare i pugni chiusi, Montatori, 2003) ha causato le reazioni che conosciamo: denunce, minacce, ospitate a “Otto e mezzo”. Col seguito dell'anno seguente, Hitler e viceversa, Furiagaggiana s'è addentrato nella psiche del fautore del tanto contestato Terzo Reich.

“Visto da vicino scrive lo storico levandosi commosso una caccola il Fuhrer è una persona normale, un marito fedele che vuole difendere la sua tradizione e i suoi ideali da una pseudo-modernità d'acciaio grigio, immanente e annichilante; dal giudeo ricco e da quel suo nasone grottesco, tessitore di ogni disegno negativo del destino. Quanto ai lager dovremmo ricordare il clima d'odio che imperversava nella Repubblica di Weimar e molti moralizzatori a gettone capirebbero qualcosa”. Questa settimana l'agguerrito scrittore esce con la sua nuova fatica, “la chiusura del cerchio, un cerchio dove ci puoi cagare e vomitare”, come l'ha definito un emozionato direttore di Le Monde.

Già dal titolo si riconosce il gioioso tocco neo-nazista del Furiagaggiana: Hitler: adesso parlo io. Trattasi di una sorta di autobiografia post-mortem, un esercizio artistico e storico, col quale l'autore ha potuto liberare un'insospettabile verve prosaica miscelandola ad una ricerca storica che causerebbe la diarrea a una vongola. Il risultato è strepitoso: sfogliandone le pagine (ammesso che ci riusciate, dato che la tentazione di alzare il braccio è notevole e spassosissima) potrete respirare le atmosfere nazionalsocialiste di cui tanto male sono soliti parlare “i soliti comunistelli che votano per i trans” (cit. Furiagaggiana). Potrete aggirarvi tra aneddoti buffissimi e intimi, come quello di Himmler che si sbrodola usando una batteria usata, dei cavi e il cadavere di sua nonna; quello di Goebbels che finge di non conoscere spelling e etimo della parola “propaganda”; o ancora il ricordo di quando Adolph Hitler illuse un bambino ebreo di potersi salvare per poi crivellarlo fino a renderlo comico secondo i canoni di sua madre.

Questo e molto altro ancora in Hitler: adesso parlo io, un libro pregno di curiosità e verità, una panacea per questi tempi monotoni, colmi di rigorosi e studiatissimi documentari di History Channel e BBC. Ma qual è la missione di Villano Furiagaggiana?

Nato ad Amburgo tra dei covoni di paglia, il piccolo si fa subito riconoscere per la sua preparazione politica: a soli sei anni prende a bastonate un suo amichetto accusandolo d'aver dato fuoco alla caldaia dell'asilo. Tre anni dopo si iscrive alla loggia P2 ma subito si ritira ritenendo Gelli “un moderato che prima o poi scappa a sinistra”. A tredici anni perde la verginità con un trattore – la relazione durerà sei mesi e influenzerà la sua adolescenza, facendolo cadere nel tunnel di Avvenire.

Dopo il militare e anni di erezioni mancate si converte allo studio della Storia, riscuotendo moltissimo successo, specie nel pubblico degli anziani con la gobba. Laureatosi in Storia Moderna con una laurea su come sarebbe l'Occidente se Marx avesse suonato l'ocarina, giunge in Italia dove risiede per un paio d'anni a Predappio, si rapa la testa e scopre il sesso anale passivo. Fonda un gruppo nazi-punk, i Cazzoduro, con il quale gira le balere del nord, uccidendo diversi gattini per darli in pasto a Olunga la Totale, la sua iguana, alla quale son dedicate gran parte delle sue opere. Nel 2001 si sposa con Patrizia Lorenws, una settantasettenne che lo crede l'aquilone dimenticato dal nipotino.

L'articolo è finito ma dimenticavo che devo darlo al Giornale, quindi: comunisti ridicoli, Prodi e l'Iri, De Benedetti, Di Pietro assassino e terrorista, Mitrokin, traditori, sovietici della sbubba, gente stupida e povera che se lo fa sbattere in culo e non va a letto senza avere un briciolo d'anal fisting. Evviva l'amore.

Prossimamente gli altri pezzi ma fate prima a scaricarlo, non ve ne pentirete.