lunedì 11 ottobre 2010

L'uomo che fischia perché matto

Al mio paese c'è un bar, uno dei tanti bar del mio paese, e oggi ero lì che bevevo un caffé col gomito appoggiato al bancone, come fanno i fighi nei film girati negli Stati Uniti. Stavo chiaccherando con la barista del più e del meno e di quanto, nonostante il freddo, il mio volto fosse dannatamente ergonomico, quando è entrato un matto. Nel mio paese ci sono molti matti, dice che è tradizione e che una volta, qualche lustro fa, un matto antico è stato anche sindaco del mio paese, perché tutti i matti si erano uniti e avevano creato questa lista (alleata con i socialdemocratici) che prese il controllo del Comune trasformandolo in un buffo annaffiatoio. E il matto, quello di oggi dentro al bar, è famoso in paese perché dice di sapere imitare tutti i versi dei volatili esistenti e fischietta di continuo dicendo frasi che non si capiscono bene. Entra e dice al padrone del bar che è tutto felice perché aveva appena visto due volanti della polizia fermare "un marocchino e un negro" e portarseli via.
"Meno due!" ha gridato il matto.

E io ho pensato che la sua frase ("un marocchino e un negro") era assai importante: perché non è razzismo, è cromatismo.

domenica 10 ottobre 2010

L'uomo della strada, il terribile uomo della strada

Il Pd continua ad avvalersi di pubblicitari provenienti da Mordor, pare. Eppure i suoi esponenti cianciano di "conquista del ceto medio" e di "linguaggio più chiaro". Lo slogan poco più sopra è di certo chiaro, conciso e esplicativo ma l'uomo della strada (un mostro metà Paolo Fox metà Martufello) si nutre di speranza e - se c'è Berlusconi nei paraggi - di bugie. L'uomo della strada non vuole rimboccarsi le maniche, quello lo fa già in fabbrica, in ufficio, al bar.

Bersani non vincerà mai un'elezione. Never ever. E dopotutto non è poi una così brutta notizia.

Avanti un altro.

sabato 9 ottobre 2010

I fan di Lele Mora su Facebook, fior da fiore

Su Facebook io e Lele Mora abbiamo un amico in comune (di cui non rivelo l'identità per vari motivi). Questo mio amico, chiamiamolo Gola Profonda, è il ponte che lega il sottoscritto, giovane piacente del nord Italia, a Mora, sorta di fusione tra un tortellino e un masso sull'asfalto.
Quel tipo di masso che però ti palpa il culo.

La sua official page è molto frequentata, ha una bacheca ricca di messaggi di stima, solidarietà e domande che gli utenti genuflessi al panzone lasciano, sperando in una risposta. Lele Mora ha 18.222 "fan" che sembrano, nella maggior parte dei casi, sfegatati e - all'italian style - sprovvisti di senso critico. Loro amano Lele. Credono in Lele. Si fidano di Lele. Come i satanisti, cercano di evocare il loro idolo con riti bizzarri e buffi, che normalmente si concludono con sodomie, schiamazzi notturni e sborrate simil-Vajont. Il loro leader, quando risponde, lo fa indirettamente: evocarlo è cosa ardua e nella maggior parte dei casi, Lele preferisce delegare al suo ufficio stampa comunicazione urgenti come AVVISO IMPORTANTE: C'è un profilo FALSO di LELE MORA che incita le ragazze ad inviare fotografie e materiale all'indirizzo lelemora@libero.it . Diffidate da tale personaggio, l'unica pagina ufficiale gestita e controllata da Lele Mora è questa e l'unico modo per inviare il vostro materiale all'agenzia LM è iscriversi attraverso il sito internet www.lelemora.com sezione Casting. Grazie o Paolo Meneguzzi ospite domani 10 Ottobre a "Domenica Cinque" , Canale 5. oppure la pubblicazione di link indispensabili e criptici, come: Enzo Iacchetti porta in televisione la salute mentale.

Attorno a questi rarefatti messaggi di fumo, un crogiuolo suburbano di aspiranti tronisti, opinionisti asintattici, menti bacate e ragazzi emo-core pronti a subaffittare il culo per diventare fammmosi. Prendiamo il soggetto Fabrizio, adoloscente ben riassunto dal suo avatar (bocca arricciata, capelli imbeccili, occhio da tonno) che posta in bacheca un sincero Lele sei fantastico. O Enrico, la cui foto lo ritrae pensieroso mentre si tiene adeso alla testa il cappuccio della felpa, come a difendersi dall'infuenza pestifera dei dannati matusa. Il soggetto si limita ad un BUONA SERA..... UN BACIOOO:), portando l'arte del caps lock verso orrizzonti inediti.

È a questo punto che noto qualcosa: un refrain, forse un messaggio in codice. Gran parte dei post in bacheca finiscono col termine BACIO o il suo equivolente inglese Kiss, reso molto spesso tenendo
schiacciato per molti secondi l'incolpevole tasto s della tastiera, dando alla luce aborti british come kissssssssssss. Lo fa Jessica ma anche Salvo (che aggiunge d'aver gradito la cena con il Mora); segue Alessio (che, smarrito, domanda a chi/cosa mandare il suo curriculum per diventare un vip). E così via. Si comincia mandando un kiss e in men che non si dica, ci si ritrova in Sardegna a massaggiare dei caciocavalli che qualcuno spaccia per "i piedi di Lele".

Ma il vero eroe è Nicola, un giovane tamarro che lascia un saluto commovente, struggente, roba grossa: buongiorno a tutti anche ed a te Lele.
Scusate, la riscrivo. Rileggetela.
buongiorno a tutti anche ed a te Lele.

Bene, ora una breve parentesi.

Breve analisi del commento di Nicola
(alla ricerca di un futuro migliore)


La frase che il soggetto voleva scrivere non è particolarmente difficile. Spezziamo la sentence in due parte, per facilitarci il lavoro:

parte 1: buongiorno a tutti
parte 2: anche ed a te Lele.

Procediamo: la prima parte è corretta e non fa una grinza. D'altronde è quel genere di frasi che difficilmente un indigeno italiano sbaglierebbe. Come se uno di Oxford scrivesse I Lovve Yu. Difficile.
Ma è le seconda parte a farmi pensare: difatti Nicola poteva sbrigarsela facilmente con un "buongiorno anche a te, Lele" (questo, credo, il senso del messaggio). E invece no, armato di machete, il soggetto ha deciso di tentare un fuoripista, cadendo malamente e rompendosi alcuni ossicini semantici. Il risultato finale è l'equivalente linguistico di uno di quei buffi errori genetici che potete ammirare su rotten.com. Incapibile, inspiegabile, imperdonabile: vera benzina per il motore di Lele Mora, insomma.

Quello che ho capito, surfando rammingo tra i commenti alla pagina di LM, è che la tv è cattiva e genera mostri, al pari del sonno della ragione — che d'altra parte rappresenta a pieno. E che questi mutaforma corrotti dalle antenne di Cologno Monzese sono peggio della fantomatica "casalinga di Voghera". No, questi sono i figli di quella vecchia troiona. E sono tanti. Sono la maggioranza.

Prepariamo le trincee, la guerra sarà ardua.

giovedì 7 ottobre 2010

Giornalismo


Se poi mi chiedete qual è l'intervista più imbecille che ho letto in questi ultimi tempi, be', io dico questa: Carlo Rossella ci spiega che Bocchino "scamiciato" non sta bene, quindi va da se che siamo in un regime.
Quando un lol non basta, ci vuole un orcodio constestualizzato: "orcodio nel culo di Fisichella".

Berlusconismo 2.0, fior da fiore

La notizia dovrebbe produrre conseguenze simili all'indagine su Watergate del Washington Post. Che Sallusti e Porro, direttore e vice-direttore de il Giornale (di proprietà del fratello del Premier italiano), siano indagati per "minacce private" alla Marcegaglia, presidentessa di Confindustria, è un fatto a dir poco scottante.

Ma non voglio parlare di cronaca, lascio fare ad altri. Mi impegnerò invece a fare quello che so far meglio, ossia leggere e commentare (morbosamente) i commenti alla notizia ne ilgiornale.it. Come la prenderanno gli elettori berluscon-bossiani?
Male? Bene? Ma che, avete dubbi?

Cominciamo (le parti in rosso sono citazioni dai commenti dell'articolo):

1) Un lettore anonimo sbriga la faccenduola richiamando l'ormai epico "clima d'odio" para-stalinista. Niente d'eccezionale, certo, ma è solo il primo. Miglioreremo.
"...la causa è il clima di odio fomentato dalla sinistra."

2)
Fernando442501 è un soggetto interessante: il suo discorso è denso di paranoia e totalmente abbarbicato sul freddo colle del cospirazionismo basato sul nulla. Per Fernando lo scandalo non è il fatto in se, anzi. Avercene di spioni del genere!
Dove sono i garanti della libertà di stampa e sulle intercettazioni. E' assurdo che ciò avvenga, è vero viviamo nella repubblica delle banane. Viene da chiedersi perchè la perquisizione è stata affidata ai NOE dei Carabinieri. Sono esperti - almeno per quanto noto - della ricerca di prove di inquinamenoi ambientale e non di dossieraggio o di ricerca di files più o meno nascosti nei computer. Tutto è molto strano ed in attesa di chiarimenti spaventa qualsiasi cittadino che crede di vivere in un Paese democratico per poi scoprire che ha i Carabinieri alla porta incaricati di indagare su un'ipotesi di reato scaturita da un'innocua e forse scherzosa chiaccherata per telefono. Speriamo, quindi, che questo commento non susciti l'interesse di indagine da parte di qualcuno! Forse c'è qualcosa da fare !

3) Grazie al cielo c'è Aldo 1942, che ci spiega che c'è puzza di fascismo nell'aria. Ah no, scusate, lui lo dice in difesa di Sallusti&Porro. Le toghe politicizzate-comuniste-che-però-vogliono-il-ritorno-del-fascismo sono già un must. Impagabile. Grazie, Alduccio.
Stiamo assistendo al ritorno del Fascismo. Chi non si adegua viene inquisito, condannato e e sottoposto al pubblico ludibrio. A quando il ritorno dell' Olio di ricino? Quando verrà ridimensionata questa magistratura rossa che attacca poroditoriamente il sistema di libertà e democrazia ed il diritto all'informazione? Dobbiamo sendere in piazza, pretendere l'allontanamento delle toghe politicizzate ed il ridimensionamento dei poteri illimitati di una magistratura corrotta. Aldo.

4) Michele Lascaro ha le idee chiare: non mi risulta, dice, che la Marcegaglia sia tanto importante (quindi tanto vale spiarla, tanto è solo la presidentessa di Confindustria) da suscitare in alcuni PM, che forse non avevano più tanta visibilità mediatica, il desiderio di rovistare nelle carte del Giornale. Che cerchino forse altri tipi di carte? Si, Woodcock sta cercando altre carte perché vuole invocare il drago Shenron.

5)
Fate attenzione a eglanthyne, che è un vero idolo. Il suo commento, brevissimo, riassume tutto il berlusconismo con il "io so' io e voi nun siete un cazzo". L'utente non manda giù l'idea che a perquisire la redazione sia stato un pm con il nome non italiano, a quanto pare. Non sembra granché interessato al fatto in se, ovvero l'idea che il "suo" giornale sia diretto da gente poco raccomandabile, solita a fare la morale con il ditino alzato (caso Fini) o inventarsi notizie contro gli avversari (Di Pietro, Boffo)
Henry John CHI ?????????????? , solidarietà al direttore e alla redazione .

6) Fedele50 sta sul classico senza per questo rinunciare al garbo made in Cologno Monzese. Molto fruttato, al palato un po' fecale.
SIGNOR PRESIDENTE DEL CSM COME GIA' SI SA IL magistrato woodcook, non ne ha azzeccata una sarebbe da licenziare in tronco e mandarlo a zappare con una zappa da 20 kili insieme al trattorista di montenero.

7) Senior tocca il nervo scoperto dell'editoria italiana, gridando:
Sono certo che se fosse toccato al giornale "la Repubblica" ci sarebbero già cortei di protesta, ma si sa da quella parte non accade nulla. Forse perché a Repubblica non usano mezzi da servizi segreti deviati per fare fuori gli avversari politici del fratello del loro padrone. Forse.

8) danspe è conciso e addolorato:
Che triste vedere la nostra Italia in balia di una certa magistratura... Già, la magistratura!

9) marcothink è uno storico dal pensiero rivoluzionario, suo la teoria secondo la quale Fini è il gollum dei magistrati comunisti. Niente male, mancano solo i klingon.

se attacchi Fini, il Giuda dei magistrati sinistri, rischi persecuzioni...

10) egf è distrutto, il lutto a cingergli telematicamente il braccio destro. Lui/lei afferma: Queste sono prove tecniche di dittatura e ancora una volta è la magistratura a distinguersi in tal senso. E poi fanno pure le vittime sentendosi delegittimati............. E il temino termina con un non meglio precisato: ma loro vi si mettono d'impegno. Un commento troppo emotivo e per questo poco chiaro: chi si deve mettere d'impegno? Fini? Sallusti? I magistrati? Berlusconi? Dio? Pupi Avati? egf stesso? Dannato ermetismo.

11) ego (nomen, anzi nickname omen) commenta solo dopo aver controllato gli ultimi scritti di Jung e saggiamente decreta: Questo magistrato è un esaltato. Andrebbe sottoposto a perizia psichiatrica. Niente paura, ego, tutte cose facilmente risolvibili con un piccolo test psico-attitudinale.

12) Poche parole per birillo110 che, da bravo uomo del fare, riassume il suo programma in poche battute: Elezione popolare dei magistrati e smeridionalizzazione di questa compagnia di galantuomini meridionali insediati come tutti sappiamo. Non capisco: ma non erano i giudici milanesi (del Nord) il problema?

13) E infine un commento criptico, che può essere letto in due modi:
prima interpretazione. silviob2, l'utente, è un accanito elettore berlusconiano che di nome fa Silvio e che è drammaticamente preoccupato dalla perquisa al Giornale. Così afferma:
Il grande fratello (format Endemol, by the way). oppure;
seconda interpretazione. silviob2 è un nickname che richiama volutamente la P2. L'utente è un antiberlusconiano in vena di scherzi. E forse (forse) quell'utente sono io, perché no?

martedì 5 ottobre 2010

Contro il suffragio universale / 2


Altro spunto per un'analisi da cazzoduro sul suffragio universale.

Nel 2008, anno delle storiche elezioni presidenziali USA che hanno visto vincitore Barack Obama, poche settimane prima del voto c'erano ancora milioni di americani "indecisi". Ciò dopo due anni di campagna elettorale incessante, i cui malmostosi reverberi non hanno mancato d'arrivare anche nella piccola Italia. Prima le primarie democratiche (Hillary Clinton vs Barack Obama, ovvero milf vs black), poi quelle repubblicane. Poi il duello vero e proprio, Bush che si liquefa su se stesso, il reflusso di otto anni di guerre criminali e costosissime con l'aggiunta di un scellerato taglio delle tasse (in tempo di guerra!) - tutte cosine che non mancando di impoverire gli States ancora oggi. E Guantanamo, l'ambiente, i diritti civili, un presidente che quasi si strozza con un salatino, Bin Laden ancora libero come un Priebke qualsiasi. McCain, il candidato repubblicano, che sceglie come vice Sarah Palin (ancora lontana dai tristi fasti del Tea Party), la quale in pochi giorni si rivela per un'incapace unfit to lead America (cit.). Problemi grossi, non semplici calcoli renali nel sistema statunitense bensì dei macigni infuocati da eiettare dal proprio cazzo a stelle e strisce.
Parallalelamente a questo pantano neo-con, un presidente liberal-quanto-basta, afroamericano, una star adorata dal mondo, con un programma chiaro e la scritta hope a seguirlo come un'ombra.

Una scelta elementare, direte voi: perpetuare l'andazzo repubblicano made in Dick Cheney (un tipino che a caccia spara in faccia a un suo amico e pretende di poter creare una "enduring freedom" globale) oppure cambiare, sperando in un futuro migliore?
Tutto il mondo aveva già deciso, pure mia nonna diceva "quel negretto lì, speriamo che vinca, vallà".

Eppure dopo decine di mesi di dibattiti, programmi, scandali, successi e promesse, il 14% degli elettori USA non aveva ancora le idee chiare sul voto. Il punto non è l'indecisione o il dubbio, che sono il sale e il pepe del discorso logico e suonano come la kriptonite per i tentativi di dogmatizzazione vari e eventuali; il problema è il sentimento che molti provano riguardo la politica.

Quale sentimento? Quello de "e 'sticazzi?", ossia il senso di leggerezza dato dal diritto al voto per tutti, che invece di riempire d'orgoglio i cittadini (tutti i cittadini), li rende pacificamente certi di poter mettere una croce su un simbolo anyway, anyhow.

Il diritto al voto, cari miei, è una comodità che non ci meritiamo. Votare, eleggere i rappresentanti della comunità, non dev'essere una cosa ovvia. Deve risultare un peso, un fardello che non ti fa dormire sonni tranquilli.

Chiedersi "che fine ha fatto il mio voto?" è cosa giusta e sacrosanta. Ma spesso mi chiedo: che fine facciamo fare ai nostri voti?

Io una volta me lo son chiesto, quando strafatto di chinotto scaduto ho votato Udeur.