giovedì 25 novembre 2010
Emilio Fede non fa ridere
Il fatto che Fede spruzzi servilismo da ogni poro lercio di cerone e che la sua supinità sia ormai da Guiness, non è garanzia della sua scarsa credibilità. Osservando i dati d'ascolto dei telegiornali generalisti, si nota come il Tg4 sia uno dei meno visti, assieme a quello di Rai3 (una rete che copre a malapena il 70% del territorio nazionale) e di La7, da poco tempo resuscitata da Mentana. Ma per quanto minoritario, Fede parla quotidianamente a milioni di persone. Sono "pochi" milioni, certo, se paragonati alle cifre del Tg5 o di Minzulpop; ma sono sempre dei fucking milioni.
Milioni di persone.
Che.
Ogni giorno.
Si informano tramite Fede o una delle sue propaggini corporee.
Tra una soap opera e l'altra.
Preparando il ragù per i nipotini.
E temendo una rivoluzione bolscevica.
Il target del giornale fediano è composto da: vecchiette che non cambiano canale perché non hanno voglia; massaie che distrattamente capitano per il 4 e ascoltano le news; i vecchi fumati di cui abbiamo già accennato; berlusconiani brutali, molto brutali, che credono davvero che quello di Fede sia un Tg.
Si parla sempre della Casalinga di Voghera, questo mostro metà massaia metà Cangurotto, e del suo rilevante peso politico. Emilio Fede parla a questo mostro ogni dannato giorno, levigandole il cervello con lentezza, come l'acqua con i ciottoli di fiume. E ogni giorno Emilio Fede ne spara una più grossa, una più violenta. Ieri, per esempio, ha dato dei "rossi" agli studenti in lotta per i loro diritti e futuro e ha consigliato alle forze dell'ordine di pestarli (troppo tardi, già fatto).
Per questo Fede non è né simpatico né innocuo. Se lo fosse, non sarebbe lì.
Anzi, è pericoloso e violento.
Niente da ridere, insomma. Be careful.
sabato 30 ottobre 2010
Quanto è troia Cappuccetto Rosso
Vivo a disagio, e non sono sicuramente il solo, questa fase bestiale del bipolarismo. Vivo a disagio la riduzione della lotta politica all’orgia e al sesso cantato, ma anche l’irresponsabilità di chi offre pretesti generosi, confondendo da ambo le parti ruoli pubblici e fatti privati. La spazzatura cresce e copre la realtà.Marcello Veneziani ha le idee chiare: il sequel del Vagina-gate berlusconiano non è farina esclusivamente del sacco del Cavaliere e dei suoi ormoni grossi come Mangano. No, qui è il sistema a non andare. Dannato bipolarismo, la cui "fase bestiale" (subito successiva a quella anale, immagino) spinge misteriosamente l'angioletto d'Arcore ad incularsi moltissime donne, che siano prostitute, suore badesse o agenti nordcoreane, quando in realtà vorrebbe semplicemente rimanere vergine, sazio solo dell'amore del Suo popolo.
Che il commento di Veneziani di oggi sul Giornale fosse un qualcosa di disumano, l'avevo dedotto sin dal titolo ("Meglio l'orco dei suoi aguzzini"), una formuletta magica che rovescia millenni di tradizione fiabesca e ti fa capire che:
- Capuccetto Rosso, dopottutto, era una troia;
- il Lupo Cattivo un imprenditore buono e amante della bella vita;
- la Nonnina una ninfomane strafatta di crack.
Ma il contenuto è anche meglio. Marcellino, quando gioca a fare l'intellettuale, fa sul serio e lascia che la verve polemica lo libri in aria, dove forgia editoriali appassionati battendo a macchina nell'iperuranio:
La fabbrica del letame lavora in continuazione; a volte produce concime artificiale, a volte fa pagare dieci volte tanto il concime naturale che il circo del potere fornisce.
Sotto questa poetica metafora densa di letame sta il motto di via Negri: ispezionate la merda, se non trovate niente, mangiatevela.
Pochi scherzi, comunque: il nostro Veneziani è affranto, disilluso. Essendosi autoconvito che il problema siano i media che parlano dello scandalo e non chi nello scandalo ci sguazza, il nostro uomo vaga confuso, pensando anche al peggio.
Sto pensando sul serio, anche se vivo di quel che scrivo, di ritirarmi e di non occuparmi più di queste cose. (...) L’accanimento è feroce e velenoso, ed è forse l’unica ragione che porta alla fine a preferire l’orco ai suoi aguzzini; ma sono stanco di parlarne, non voglio più discutere di zoccole, toghe e questurini.
"Preferire l'orco ai suoi aguzzini?" Stiamo parlando di Avetrana o del Bordello Grazioli? E poi, caro Veneziani, se non vuoi più discutere di "zoccolo, toghe e questurini", dovresti allontanarti da un partito guidato da un puttaniere pluri-indagato, per prima cosa.
Volteggiando in aria per una cartella o poco più, Marcello Veneziani riesce a non tangere il cuore della questione (lo scandalo sessuale) per concentrarsi sulla morbosità dei media (fin troppo cauti in questo caso, se confrontati con quello che quelli americani fecero a Clinton per una fellatio) e - ca va sans dire - sul "giudice " Marco Travaglio e il suo tribunale mediatico Annozero.
A nulla serve spiegare che B. andrebbe a prostitute con o senza Annozero, Santoro, Travaglio e Veneziani stesso.
Ma la delusione è troppo grande, il nostro intellettuale non la sopporta più e sbraca nell'invettiva ultima:
Se questa è la democrazia, detesto la democrazia, se questa è la libertà d’informazione, mi vergogno della libertà e dell’informazione.Bravo Marcello, il passo più importante è riuscire a confessarselo.
lunedì 4 ottobre 2010
Questione di contesto
Prima di tutto sono nato e cresciuto in Veneto, la regione italiana dove le bestemmie sono andate nei secoli a sostituire le virgole nel discorso orale und scritto. Quindi sono sufficentemente in grado di trattare l'argomento bestemmia-di-Berlusconi senza farmi trascinare dalla politica. La vicenda è nota, il cavaliere stava facendo normalmente il suo lavoro (parlare con la ggente, raccontare barzelette, sorridere) attorniato da alcuni fedeli omini dell'esercito. I quali, molto professionali e evidentemente annoiati dal poco lavoro che l'Abruzzo post-sismico offriva loro, ascoltavano il Premier raccontare una barzeletta che chi scrive ha sentito per la prima in volta in prima media e per l'ultima in seconda media.
Fermiamoci qui. Mentre guardavo per la prima volta il video incriminato, conoscendo il finale della barza, mi ripetevo: "No, non può dire quello che penso".
E invece.
La cosa simpatica della vicenda - tralasciando la parte di competenza degli analisti di corte - è il dolce cameo di Rosy Bindi, nemesi estetica del Berluskaz, che svolge a seconda dei pruriti una vastissima serie di parti: la brutta oppure la brutta antipatica o, ancora, il cesso. La Bindi è l'hook che riporta al politico il momento goliardico, la sirena che annuncia una piccola supposta elettorale travestita da rigurgito di Gino Bramieri.
E infatti, puntuale come un'ispezione di Mastella, arriva il finalino, coronato da quell'ORCODIO che è già leggenda.
Porco dio, Berlusconi ha FUCKING BESTEMMIATO! Non è figo? Secondo me si, dio cane.
sabato 2 ottobre 2010
Lucide analisi
Su Google non si trovano foto di Paolo Granzottoche non sembrino strappate da un epigrafe.
Questa è la migliore che ho trovato.
Sono giorni epici, questi. Prima la fiducia al governo, concessa dai finiani che in cambio hanno chiesto di poter serrare in una morsa i testicoli del Capo - così, per sicurezza. Poi il video di repubblica.it dove Berlusconi delira nottetempo sottocasa, come in un'auto-serenata. E infine il video dell'espresso.it, sublime e totale, in cui il Martufello delle Libertà conclude un raffinatissimo joke offendendo il Nostro Signore. (Che è il minimo che un massone possa fare, ora che ci penso.)
Comunque, dopo tutto questo, questo delirio da Sudamerica, è giunta l'ora di riflettere sulla nostra condizione. Non sentite anche voi un profumino da intelettuale impegnato? Si? Perfetto! Eccovi allora Paolo Granzotto, che sul Giornale di oggi, ci va giù pesante. Cominciamo dal titolo:
P.S. Nell'articolo non c'è alcun-riferimento-alcuno alla bestemmia del Premier. Chissà poi perché.
venerdì 1 ottobre 2010
mercoledì 29 settembre 2010
P3-D
martedì 28 settembre 2010
Nordest people
Passano un paio d'anni e Calearo esce dal Partito Democratico e, alla perenne ricerca di partiti politici pericolosamente innocui, approda all'Api di Rutelli, totalmente ricoperto da una patina di esticazzi?.
Ma nemmeno all'Api ci sta bene. Gli sta stretto. Così prende la palla della crisi berlusconiana al balzo e comincia a vellicare alcune zone erogene alla conquista dell'ennesima chimera (leggasi ministro dello sviluppo economico).
Va a finire che lo diventa davvero - e sarebbe la prova ultima di quanto poco conta l'industria in Italia.
Calearo è talmente inutile che fa scacco matto a Risiko. Ne vedremo delle belle.
sabato 5 giugno 2010
Evviva il Duce evviva il Re.
Prima pagina di oggi, 5 giugno 2010, in basso a sinistra. Un boxino pubblicitario dell'inevitabile ultima fatica di Vespa si fonde con i regalini fascisti dei Belpietro Boys.
Eppure a me sembra tutto uno, suona molto bene.
Dio mio, come sono imbarazzanti: vogliono fare coming out ma non se la sentono ancora... Che ciccini!
giovedì 3 giugno 2010
Lo zio Pietro vi spiega tutto.
Ultimamente mi sono occupato di argomenti piuttosto pesi, quel genere di cose che non si affrontano bene senza una tuba e un perizoma. Ma il corso della Storia, questo ineffabile ciarlatano che palpa bambini, mi costringe oggi a tornare a noi. Già, il presente. Com'è confuso, eh? Valori che saltano, ideologie che tramontano, tortellini rancidi che assurgono al Ministero della Cultura. In questi giorni assistiamo a eventi disarmanti, tempeste elettomagnetiche che rendono le vostre bussole utili quanto un Furby.
Urge perciò una breve guida per gli smarriti. Ecchivella.
Quello che ultimamente ciancia di lotta all'evasione fiscale si chiama Giulio Tremonti e fa il Ministro dell'Economia. Non credete a quel che dice: egli è un pericoloso incapace che non sa controllare i propri sfinteri legislativi, terminando ogni frase con una diarrea di condoni e scudi fiscaloidi. Il peggiore economista del mondo, secondo alcuni; una valida alternativa al Circo Togni, secondo una sua ex.
Incapace e inetto, una scimmia spastica con un abaco avrebbe fatto di meglio.
“Oh, ma come sei cattivo, Pietro!” direte voi riformisti di seta. Ok: avete mai visto una scimmia spastica con un abaco non abolire le province? Ecco, bravi.
Il nostro incapace (che si vanta d'aver previsto la crisi – quella del '29) è accompagnato da un ceffo di pessimo conìo, un vecchietto la cui fedina penale è stata recentemente usata da Christo per impacchettare questo gran cazzo (o il Canada, non ricordo bene). Si chiama Silvio Berlusconi e, si, gli piace la figa. Anche l'anziano, che di lavoro fa tante cose tra cui il Premier, straparla di lotta all'evasione, camuffando le sue 64 società off-shore alle Bahamas da santuario a Padoa-Schioppa.
È chiaro che il nostro anziano stia perdendo il senno e che le sue sparate legalitarie abbiano confuso non poco il suo elettorato. Come sentire “Master of Puppets” rifatta da Drupi. O Paris Hilton che rifiuta le avances di un toro meccanico.
Incredibile.
Tale bug nel sistema berlusconiano sta facendo saltare non poche valvoline nel Megatron pidiellino. Se anche Bondi protesta e si ribella, allora possiamo aspettarci anche di vedere Maurizio Lupi in bikini. In una vasca di squali. Anch'essi in bikini.
Ma sto divagando.
Torniamo a noi: non credete a questi due, dicono cazzate e sudano freddo. Imbarazzanti, come Bersani quando si rintana in cameretta a giocare al “Leader del Pd”.
Il Pd è un bello spettacolo da vedere, se apprezzate Saw - L'enigmista. Ormai i piddini si son ridotti a proporre idee per il futuro della sinistra al Foglio.
(Il Foglio ha solo 4 pagine: tutte le altre le usano per ricoprire la gabbietta di Ferrara).
Ieri quelli del Pd hanno mangiato un gelato, poi sono andati allo zoo a vedere le locuste e poi tutti in centro a battersene i coglioni.
domenica 16 maggio 2010
Sembra Tangentopoli ma non è.
(ovvero: come negare l'evidenza dando la colpa ad altri)
Fini. Non è Tangentopoli, ma volgari Ladri. [15.2]
Berlusconi. Non è Tangentopoli, ma piccole Volpi nel pollaio. [16.2]
De Michelis. Non è Tangentopoli, al massimo Malcostume. [17.2]
Bondi. Non è T., ma un attacco ai Collaboratori di Berlusconi. [17.2]
Bossi. Non è Tangentopoli, ma qualcuno poco Furbo. [17.2]
La Russa. Non è Tangentopoli, ma fatti gravi. [17.2]
Berlusconi. Non è Tangentopoli, ma solo Birbantelli. [18.2]
Sacconi. Non è Tangentopoli, non scegliamo l'autolesionismo. [18.2]
Bossi. Non è Tangentopoli, ma solo qualcuno che ha sbandato. [18.2]
Cicchitto. Non è Tangentopoli, non se ne parla nemmeno. [20.2]
Formigoni. Non è T., ma dobbiamo dare il buon esempio. [20.2]
Berlusconi. Non è T., è Bertolaso che ripara ai guai di Prodi. [22.2]
Bonaiuti. Non è Tangentopoli, c'è il Finanziamento Pubblico. [22.2]
Schifani. Non è Tangentopoli, ma episodi singoli di Corruttela. [24.2]
Berlusconi. Non è Tangentopoli, quello è un capitolo Chiuso. [26.2]
Nania. Non è Tangentopoli, ma un'area Grigia. [26.2]
Berlusconi. Non è Tangentopoli, paghiamo di tasca nostra. [11.3]
Berlusconi. Non è Tangentopoli, invenzione dei Pm. [17.3]
Berlusconi. Non è Tangentopoli, nessuna possibilità che lo sia. [19.3]
Berlusconi. Non è Tangentopoli, a Milano caso isolatissimo. [24.3]
Rotondi. Non è Tangentopoli, la democrazia ci fa le pulci. [6.5]
Facci. Non è Tangentopoli, questi sono Mariuoli. [8.5]
Alfano. Non è Tangentopoli, no a tutta un'erba un fascio. [11.5]
Berlusconi. Non è Tangentopoli, ma Scajola mi ha deluso. [13.5]
Berlusconi. Non è Tangentopoli, non influirà sul Governo. [13.5]
Alfano. Non è Tangentopoli, ma Episodi da punire. [14.5]
Berlusconi. Non è Tangentopoli, ma Episodi di singoli. [14.5]
Bossi. Non è Tangentopoli, pare un'indagine preparata. [14.5]
Belpietro. Non è Tangentopoli, ma un gruppetto di persone. [15.5]
Bocchino. Non è Tangentopoli, il partito è Adamantino. [16.5]
Libero. Non è Tangentopoli, nè una nuova P2. [16.5]
Ma soprattutto, Schifani, ieri:
venerdì 7 maggio 2010
mercoledì 14 aprile 2010
Da ScaricaBile #29.

Elio "Chi?!?" Vito da ScaricaBile. Cliccaci sopra se non vuoi diventare come Ray Charles.
("Nero e intonato?" "No, con le treccine.")
domenica 21 marzo 2010
domenica 7 marzo 2010
ScaricaBile # 28.

Pazienza.
La buona notizia è che le vostre preghiere sono state esaudite (e con vostre intendo dei soli uomini): flagellati del regime di parcondicio vigente abbiamo deciso di abbandonare la politica e rivolgere l'attenzione verso qualcos'altro.
Cosa?
La copertina dello ScaricaBile n.28 forse potrà suggerirvelo:
C'è Berlusconi al governo, ignorarlo sarebbe come trovare il Sacro Graal e pisciarci dentro. Lungi dalle nostre intenzioni, ovviamente.
Ah,
i nostri migliori auguri col consueto stile affatto maschilista a tutte le lettrici.
martedì 23 febbraio 2010
venerdì 5 febbraio 2010
Cameriere, c'è una minestra in questa merda!

venerdì 22 gennaio 2010
Sex on the beach (with the bitch).
lunedì 18 gennaio 2010
Lo statista / 2.
Lo statista / 1.
giovedì 17 dicembre 2009
Volevo scoreggiare ma non voglio creare clima d'odio.
"Pietroooooo!"
"Si?" risposi io, innocente come una lenticchia.
"Leggi Libero di oggi, su!"
E così ho fatto. C'era un articolo molto interessante di Giampaolo Pansa che, in breve, diceva che siamo nel '77. E ieri a confermare le voci che albergano la testa del giornalista si è messo un gruppo di sedicenti anarchici con una bomba all Bocconi e altre gioiose follie.
Non so se sia vero - il "clima d'odio" ecc. - ma l'idea che per prevenire la deriva terroristica si debba annuire al governo e al Premier, sa tanto da incendio al Reichstag. Come sapete, Adolph Hitler, dopo aver vinto democraticamente le elezioni ("la sovranità popolare!", "sono stato eletto dal popolo!") pensò d'illuminare a giorno il vecchio parlamento, dando poi la colpa a Travaglio. Con questa scusa debellò le opposizioni e il resto lo sapete, se non siete Alemanno.
Quello che voglio dire è che Tartaglia è un matto che ha compiuto un gesto schifoso. Ma non rappresenta una buona scusa per mandare a culo la democrazia.
E mandare a culo pure internet, dato che Schifani è riuscito anche a dire:

E così mentre cerchiamo di non rimanere troppo indietro rispetto a giganti libertari come Cina e Corea del Nord, lecchiamoci le ferite per quello che succede già ora, regolarmente.
Non capite? Check these out: Qui (notizia) e quo (blog di Prefe).









